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Chi ha inventato il gin tonic?

Nessuno da solo. L'acqua tonica fu brevettata nel 1858, e la prima menzione nota di un gin tonic viene da una corsa di cavalli nell'India britannica, stampata nel 1868.

Gin tonicGin tonic normale158kcal
Gin tonic in un bicchiere

Una corteccia amara dal Perù

La storia comincia da un albero. I ricercatori dell'Università di Bristol spiegano che in Sud America la corteccia di china in polvere si usava contro la febbre da centinaia di anni prima che i coloni spagnoli se ne accorgessero, nel Cinquecento. I gesuiti portarono la corteccia in Europa intorno al 1630. La malaria, allora chiamata ague, era comune in alcune zone d'Inghilterra come le Fens del Cambridgeshire. Nel 1820 i chimici isolarono il principio attivo della corteccia. Lo chiamarono chinino, ed era amarissimo.

Prima di tutto una medicina

Nel Settecento il medico scozzese George Cleghorn studiò come il chinino potesse prevenire la malaria, non solo curarla. Country Life, citando gli storici delle bevande Walker e Nesbitt, dice che l'esercito britannico cominciò a dare il chinino nell'acqua tonica negli anni Cinquanta dell'Ottocento. La dose giornaliera era di uno o due grani, circa 65 a 130 milligrammi, spesso nello sherry. I soldati usavano il distillato che avevano a portata di mano. Un rapporto del 1863 dall'India e da Ceylon parla di chinino dato nell'arrack, un distillato locale, e la marina lo prendeva col rum.

La leggenda e i documenti

La storia famosa dice che gli ufficiali in India mandavano giù il chinino con gin e soda, secondo alcuni già nel 1825. Walker e Nesbitt non hanno trovato documenti che lo confermino. Quello che risulta: Erasmus Bond brevettò un'acqua tonica al chinino nel 1858. Il gin sling, con gin, soda, zucchero, ghiaccio e agrumi, esisteva almeno dal 1829. Poi, nel 1868, l'Oriental Sporting Magazine citò il gin tonic come bevanda ordinata a gran voce a una corsa di cavalli a Sialkot. Come i due si siano incontrati è, parole loro, documentato in modo frustrante.

Una bevanda per le sere calde

Tutte le menzioni ottocentesche di un gin tonic trovate finora vengono dall'India, molte legate all'esercito. Nel 1870 Schweppes chiamava il suo prodotto Indian Tonic Water. Negli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento la gente lo beveva per rinfrescarsi, non come medicina. Negli anni Ottanta il chinino a buon mercato arrivava dalle piantagioni di India, Sri Lanka e Giava. Nel 1881 un giornale sudafricano, The Lantern, prendeva in giro un inglese appena arrivato, riconoscibile dalla spavalderia e dal suo gin tonic.

Cosa c'è oggi nel bicchiere

La tonica di oggi è molto più leggera. Country Life riporta che un'acqua tonica oggi contiene al massimo 83 milligrammi di chinino per litro, quindi un bicchiere ne dovrebbe avere da cinque a dieci volte di più per proteggere qualcuno. In una prova scherzosa del 2004, dei volontari bevvero da mezzo litro a un litro di tonica in quindici minuti e ottennero solo un effetto breve e piccolo. La bevanda ha tenuto il gusto amaro e ha lasciato la medicina. Un gin tonic tipico è sempre la stessa idea: una misura di gin, tonica e ghiaccio.

Fonti

Country Life, Curious Questions: Who invented the gin and tonic?Wikipedia, Gin and tonicUniversity of Bristol School of Chemistry, Quinine: molecule of the month

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